Nel mondo della logistica industriale, la versatilità è spesso sinonimo di complessità. Molte aziende si trovano quotidianamente a dover gestire spedizioni di campionature o ordini misti che non rientrano negli standard classici. Una delle sfide più comuni? La pallettizzazione ibrida, ovvero la creazione di un’unità di carico che ospita un Big Bag centrale circondato da sacchi più piccoli in carta o plastica.
Senza le giuste accortezze, questo tipo di carico risulta instabile, mettendo a rischio l’integrità dei prodotti e la sicurezza durante il trasporto.
Il bilanciamento dei pesi: il cuore della pallettizzazione
La regola d’oro è la centralità della massa. Il Big Bag, essendo l’elemento più pesante e voluminoso, deve occupare sempre la posizione centrale del pallet. Questo permette di mantenere il baricentro basso e centrato.
I sacchi più piccoli (da 15, 25 o 50 kg) devono essere disposti attorno alla base del Big Bag. È fondamentale che questi sacchi siano posizionati in modo simmetrico: un carico sbilanciato su un lato è destinato a inclinarsi non appena si affronta la prima curva.
L’importanza degli accessori: angolari e interfalde
In una configurazione ibrida, il Big Bag tende estendersi leggermente sotto il proprio peso, spingendo verso l’esterno i sacchi più piccoli. Per contrastare questo fenomeno:
- Angolari in cartone pressato: posizionati ai quattro angoli del pallet, fungono da “esoscheletro”, mantenendo la verticalità del carico e impedendo ai sacchi esterni di scivolare via.
- Fogli sottopallet e interfalde: l’uso di fogli antiscivolo tra il pallet e i sacchi, e tra i sacchi e il Big Bag, aumenta drasticamente il coefficiente di frizione, riducendo i micro-movimenti interni.
Fasciatura professionale: creare l’unità monolitica
Il tocco finale, e forse il più critico, è l’applicazione del film estensibile. Per un carico ibrido, non basta una fasciatura standard.
- Rinforzo alla base: è necessario effettuare diversi giri di film alla base, ancorando saldamente i sacchi piccoli alla struttura del pallet.
- Tensione variabile: la tensione del film deve essere calibrata per compattare i sacchi esterni verso il Big Bag centrale senza danneggiare i sacchi in carta.
- L’uso del “cordone”: se possibile, utilizzare una macchina fasciapallet che permetta di creare un cordone di film rinforzato a metà altezza, agendo come una vera e propria cinghia di sicurezza.
Garantire che una spedizione arrivi intatta non è solo una questione di efficienza, ma di reputazione aziendale. In SebinoPack, non forniamo solo Big Bags, ma anche la consulenza tecnica per ottimizzare i tuoi processi di imballaggio.
